
Questa volta vi racconto il mio amore e odio per i personal computer.
Sono quasi 40 anni che adopero i computer fin dalle scuole elementari perché non riuscivo a scrivere a mano.
Mi hanno messo davanti un computer, ma io non volevo e non volevo, perché mi sentivo ancora più diverso dagli altri, più di quanto lo fossi già.
Ma o così o pomì!

Quindi ho incominciato ad utilizzare un Commodore Vic 20: c’era il computer, una televisione, il trasformatore con cavi che occupavano un tavolo.
Mi permetteva di scrivere i primi temini. Poi sono arrivati i primi videogiochi, e mi ricordo il gioco delle talpe che si dovevano colpire in testa.

Dopo è uscito un nuovo modello che i miei hanno comprato, nella speranza che fosse meglio di prima ma io sempre non volevo.
Dal Vic 20 si è passati al Commodore 64: era il primo modello portabile e pesava 1,82 kg: lo portavamo avanti e indietro da scuola a casa. C ‘erano tanti videogiochi e io usavo sempre sempre il programma di scrittura. Ma non era come i programmi di oggi dove puoi salvare il testo che poi riprenderai in un secondo momento per correggere; se abbandonavo un testo a metà poi lo dovevo riscrivere da capo ma che “tüffida”.

Passato alle medie dopo una piccola parentesi con la macchina da scrivere, in classe terza ho preso ancora in mano i computer in previsione delle scuole superiori. Ho frequentato segreteria di azienda utilizzando moltissimo pc. Devo ammettere che questa volta mi divertivo come un pazzo.
Dopo le scuole ho incominciato a fare qualche lavoretto, visto che ho tanto tempo libero: ad esempio i calendari per la mia camera; qualche ricerca vista la mia passone per la storia; ho creato un libro con gli alberi genealogici delle casate regnanti del presente e del passato e di altre famiglie nobili.
Grazie a internet posso viaggiare e vedere tutti i paesi del mondo.
Ho visto il grande cambiamento nel mondo dell’elettronica e dell’informatica.
Basta pensare a come è cambiato il modo per registrare i film: dapprima c’erano le videocassette poi sono arrivati i cd/dvd e subito dopo sono arrivate le chiavatte usb.
Vale lo stesso discorso per la musica.
E poi cosa da dire di facebook e dei social media: è un modo per rimanere in contatto con gli amici e per ritrovare amici del passato. Mi è molto utile visto che io non riesco a parlare al telefono.
Grazie ai computer ho mantenuto viva la mia passone per la scrittura ed eccomi qui oggi a tenere il blog per la biblioteca.